Cattolici e politica – Principi non negoziabili, sostenerli è un dovere

Finalmente un articolo che “chiedevo” da qualche giorno.
Cattolici e politica, “Principi non negoziabili, sostenerli è un dovere” pubblicato su La Bussola Quotidiana. Sicuramente lo stesso tema è trattato in numerosi altri quotidiani online di ispirazione cattolica, ma per ora mi è stato segnalato questo. Inoltre visto che in passato tra i lettori della Bussola, a seguito di altri articoli, si era parlato di questo tema è giusto ripartire da qui. Vorrei partire soprattuto dai principi elencati sull’articolo e sulla loro origine, più che dalle considerazioni (a mio avviso anche polemiche) fatte dall’autore.

Se in futuro ci dovrebbero essere ulteriori articoli su questo tema si dovrebbe partire dal confrontare i principi tra i vari articoli e uniformarli, sono la base di una discussione su quesot tema. Per ora scrivo riferendomi soltanto all’articolo citato, firmato Piero Gheddo.

I principi non negoziabili

L’autore afferma che

Per la Chiesa, i “valori irrinunziabili” (o “non negoziabili”) sono tre:

  1. la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, quindi contro l’aborto, l’eutanasia e la manipolazione del gene umano;
  2. la difesa del matrimonio monogamico tra uomo e donna, cioè la condanna del riconoscimento giuridico dell’unione tra omosessuali e delle coppie di conviventi; […]
  3. la difesa della libertà di educazione, cioè il diritto della famiglia di scegliere come educare i propri figli, quindi la parità tra scuola pubblica e scuola privata paritaria, perché il compito di educare i figli spetta anzitutto ai genitori, non allo stato.

Considerazioni sui principi

Ora da questi princpi l’elettore cattolico può iniziare a discutere su che cosa implicano nella politica e nella società civile.

Ci vuole una base di principi condivisi per iniziare una discussione, i principi non negoziabili sono quelli che edvono essere condivisi tra gli elettori cattolici. E se così non fosse? Se una persona non li condivide? Non ci si definisce cattolici, sarebbe sbagliato farlo, senza rancore ma è così. E’ evidente quindi l’importanza della chiarezza di tali principi, solo così possono essere condivisi. L’articolo della Bussola riporta tre principi non negoziabili, partiamo da lì.

Prima di ragionare partendo da questi principi una considerazione: in realtà secondo me ci può essere spazio anche nella discussione della frase “..condanna del riconoscimento giuridico dell’unione tra omosessuali e delle coppie di conviventi” (punto 2). Non sono così certo che la difesa del matrimonio implichi direttamente una condanna del resto. Vorrei capire se è una considerazione personale dell’autore sul principio 2 oppure viene da altro. A mio avviso dipende da cosa si intende per condanna.E’ qualcosa che sta in mezzo tra la formalizzazione del principio e gli effetti che questo implica.

Un impegno: associare ad ogni principio la sua origine per capire bene da dove vengono e come nascono.

I principi vanno bene ..ora?

Ora si deve discutere su cosa questi implicano.

[da completare..questa è una nota di partenza]