Proposte sulla scuola: apertura 11 mesi per attività facoltative extra

Finalmente qualche proposta innovativa sulla scuola:

“limitare ad un mese le vacanze estive, sulla base della partecipazione volontaria delle famiglie”

” Le attività  sportive, di recupero, alternative e per la comunità  possono trovare più  spazio se la scuola rimane aperta per 11 mesi l’anno, incoraggiando ogni istituto ad essere autonomo nella scelta dell’impiego per il tempo in più”

Ora qualcuno mi spieghi come da queste frasi si possono costruire dichiarazioni assurde del tipo
“Monti: scuola 11 mesi l’anno. Alfano,vuol togliere vacanze ai bimbi” [Alfano]
e tanti titoloni di siti di protesta. Troppa demagogia  che ostacola le proposte che vanno in aiuto delle famiglie diffondendo falsi messaggi

Con lo stesso principio di queste assurde affermazioni negli stati in cui le università sono aperte 24 ore al giorni gli studenti dovrebbero protestare perché le università non danno loro la possibilità di dormire e di andare in vacanza!

La presenza nei mesi in più è facoltativa! Gli unici che avrebbero un motivo per protestare dovrebbero  essere gli insegnanti che, forse, dovranno essere a scuola qualche giorno in più non essendo più retribuiti per andare al mare. Dico forse, perché è probabile che non siano in grado di fare attività extra quindi loro continueranno ad andare al mare nei giorni lavorativi essendo comunque stipendiati e si spera che tali attività siano fatte da persone preparate anche in altri contesti.

Mi sembra un’ottima proposta quella della lista “Scelta Civica di Mario Monti”, che va nella direzione di una struttura scuola moderna dove non si fa solo lezione e può essere un valido aiuto alle famiglie che spesso non sanno dove lasciare i propri figli mentre i genitori lavorano. L’alternativa è lasciarli dai nonni, nei centri estivi e se hanno qualche materia da recuperare chiamare qualche insegnante mentre è al lavoro [formalmente, in realtà è al mare] per chiedere delle ripetizioni a pagamento in nero.

Purtroppo è una proposta impopolare, perché è facile fare dichiarazioni assurde e mobilitare studenti (ingannandoli.. fare attività a scuola d’estate può essere interessante e rimarrebbe comunque un’opzione in più non un obbligo) e insegnanti che temono sempre di dover iniziare a lavorare per tutti i giorni in cui sono pagati e avere solo le ferie che gli spettano e che continueranno ad avere come un giusto diritto per andare al mare.

Raramente si leva una voce dalle altre categorie, probabilmente perché meno organizzate, vorrei sentire un’associazione delle famiglie dire che è una proposta giusta che va fortemente appoggiata.

Un audio di Mario Monti sulla questione
https://soundcloud.com/sceltacivica/mario-monti-a-nove-in-punto

Qualche commento sull’argomento si trova in questa discussione online:
http://d.repubblica.it/frasi/2013/01/29/news/scuola_aperte_11_mesi_politica-1482597/

 

 

Ottimismo: Nuovo Governo Monti vs Ultimo Governo Berlusconi

(Nota: ho scritto l’articolo molto velocemente, se notate errori ed omissioni sentitevi liberi di segnalarle)

Da poche ore è stata presentata la lista dei ministri del nuovo governo Monti, la squadra della sua corsa, come ha detto in conferenza stampa Perchè di corsa si tratterà”. Non siamo abituati a vedere i politici correre, ma in effetti… di politici nella lista non se ne vedono!

Come prima di una partita di calcio si usa prendere i giocatori delle due squadre e confrondarli, per ciascun ruolo, uno ad uno, per pronosticare la squadra più forte ed il risultato, così ho iniziato a fare un confronto tra il nuovo governo Monti e quello appena dimesso, cioè il governo Berlusconi IV (i cui ministri sono barrati nella lista sottostante). Penso che la politica e la storia la facciano prima di tutto le persone, solo in secondo piano vi sono le istituzioni, i partiti etc.. Per questo motivo voglio partire dalle persone. Perchè a prima vista tra gli ex ministri e i nuovi nominati da Monti una differenza di curriculum e di storia personale c’è ed è molto evidente. Il futuro è imprevedibile ma il confronto mi rende ottimista, presi singolarmente i nuovi giocatori della squadra Monti mi piacciono di più, mi sembrano più forti, speriamo che i loro primi tifosi (il parlamento) diano il giusto supporto per far correre al massimo la nuova squadra!

Cattolici e politica – Principi non negoziabili, sostenerli è un dovere

Finalmente un articolo che “chiedevo” da qualche giorno.
Cattolici e politica, “Principi non negoziabili, sostenerli è un dovere” pubblicato su La Bussola Quotidiana. Sicuramente lo stesso tema è trattato in numerosi altri quotidiani online di ispirazione cattolica, ma per ora mi è stato segnalato questo. Inoltre visto che in passato tra i lettori della Bussola, a seguito di altri articoli, si era parlato di questo tema è giusto ripartire da qui. Vorrei partire soprattuto dai principi elencati sull’articolo e sulla loro origine, più che dalle considerazioni (a mio avviso anche polemiche) fatte dall’autore.

Se in futuro ci dovrebbero essere ulteriori articoli su questo tema si dovrebbe partire dal confrontare i principi tra i vari articoli e uniformarli, sono la base di una discussione su quesot tema. Per ora scrivo riferendomi soltanto all’articolo citato, firmato Piero Gheddo.

I principi non negoziabili

L’autore afferma che

Per la Chiesa, i “valori irrinunziabili” (o “non negoziabili”) sono tre:

  1. la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, quindi contro l’aborto, l’eutanasia e la manipolazione del gene umano;
  2. la difesa del matrimonio monogamico tra uomo e donna, cioè la condanna del riconoscimento giuridico dell’unione tra omosessuali e delle coppie di conviventi; […]
  3. la difesa della libertà di educazione, cioè il diritto della famiglia di scegliere come educare i propri figli, quindi la parità tra scuola pubblica e scuola privata paritaria, perché il compito di educare i figli spetta anzitutto ai genitori, non allo stato.

Considerazioni sui principi

Ora da questi princpi l’elettore cattolico può iniziare a discutere su che cosa implicano nella politica e nella società civile.

Ci vuole una base di principi condivisi per iniziare una discussione, i principi non negoziabili sono quelli che edvono essere condivisi tra gli elettori cattolici. E se così non fosse? Se una persona non li condivide? Non ci si definisce cattolici, sarebbe sbagliato farlo, senza rancore ma è così. E’ evidente quindi l’importanza della chiarezza di tali principi, solo così possono essere condivisi. L’articolo della Bussola riporta tre principi non negoziabili, partiamo da lì.

Prima di ragionare partendo da questi principi una considerazione: in realtà secondo me ci può essere spazio anche nella discussione della frase “..condanna del riconoscimento giuridico dell’unione tra omosessuali e delle coppie di conviventi” (punto 2). Non sono così certo che la difesa del matrimonio implichi direttamente una condanna del resto. Vorrei capire se è una considerazione personale dell’autore sul principio 2 oppure viene da altro. A mio avviso dipende da cosa si intende per condanna.E’ qualcosa che sta in mezzo tra la formalizzazione del principio e gli effetti che questo implica.

Un impegno: associare ad ogni principio la sua origine per capire bene da dove vengono e come nascono.

I principi vanno bene ..ora?

Ora si deve discutere su cosa questi implicano.

[da completare..questa è una nota di partenza]