Gran Sassso – Corno Grande

16 – 17 Luglio Salita al Corno Grande (Gran Sasso) in notturna

Escursione effettuata con  il gruppo CAI macerata

DatiPercorso effettuato per salire al Corno Grande

1°Giorno: Prati di Tivo  – Val Maone – Sella del Brecciaio – Passo del Cannone – Sella dei 2 Corni – Rifugio Franchetti. Sosta pranzo prima della sella dei 2 Corni al Rifugio Garibaldi

2°Giorno: Rifugio Franchetti – Corno Grande (in vetta per vedere l’alba) –  Rifugio Franchetti – Valle delle Cornacchie – Prati di Tivo.

Dislivello 1 Giorno: mt 1100 circa (salita)Dislivello Prati di Tivo - Corno Grande
Dislivello 2 Giorno: mt 500 circa (salita) mt 1450 (discesa)
Carta: 1:25000 del Gran Sasso.

 

Foto e Mappa

percorso con foto Apri Percorso e Foto
album fotografico

Descrizione

Bellissima escursione organizzata dal CAI Macerata.

Siamo partiti da Prati di Tivo verso le 10.30 di mattina per raggiungere il  rifugio Franchetti.  alle 16.45 dopo facendo 10.3Km. La salita si è svolta lungo la Val Maone, con una sosta per pranzo al sacco fatta nei pressi del Rifugio Garibaldi, che era chiuso.  La salita prima parte del percorso non è particolarmente impegnativa, il primo vero dislivello si affronta prima del rifugio Garbaldi. Dopo la pausa siamo iniziati a salire per raggiungere quasi 2600 metri prima di ridiscendere verso il Franchetti.Rifugio Franchetti

L’ultima parte presenta dei passaggi più impegnativi, niente di impossibile ma bisogna tenersi con le mani e c’è una piccola ferratina che aiuta nella discesa. Rifaremo lo stesso tratto di notte per salire al Corno Grande, averlo affrontato anche di giorno è stato un aiuto per affrontare la prima parte della salita notturna.

Il rifugio ha una splendida posizione a 243 metri di altitudine, di fronte al Corno Piccolo dove vi erano alpinisti ancora impegnati ad arrampicare nella imponente parete   di roccia.

La struttura è semplice ma accogliente, con 2 camerate al primo piano e una sala pranzo al piano terra.

Bandiera Rifugio FranchettiBagno Rifugio Franchetti

Ci siamo riposato e cenato al rifugio, per poi dormire qualche ora prima della sveglia, la partenza per l’ascesa al Corno Grande è inziata verso le 3 di mattina.

Abbiamo  impiegato circa 3 ore per salire, la distanza è di soli 1.6km e il dislivello di circa 500 metri. L’ascesa in notturna è sembrata più complicata di quanto sia in realtà forse anche per colpa del buio e della stanchezza (avevamo dormito davvero pochissimo). Lo spettacolo in vetta è difficile da descrivere, un panorama a 360 gradi che si estende fin dove la vista ci supporta, a nord si riconoscono i Monti della Laga, i Sibillini, il San Vicino fino a vedere in lontananza il Monte Conero. Alba dal Corno GrandeIn vetta fa piuttosto freddo, se qualcuno pensa di salire come noi è bene partire ben attrezzati con una giacca antivento, guanti e qualcosa per coprirsi la testa, il freddo si farà sentire quando ci si ferma ad ammirare lo spettacolo dell’alba.

Dopo la sosta di circa un’ora siamo ripartiti per tornare al rifugio dove ci aspettava la colazione. Da qui tutta discesa passando per la Valle delle Cornacchie per arrivare a Prati di Tivo. La discesa dal rifugio a valle è lunga 6.6 km, non molti e la seconda parte (poco dopo la Madonnina) è nel bosco, quindi finalmente al riparo dal calore del sole.

Buona escursione a tutti, se volete maggiori informazioni o il tracciato GPS del percorso fatto contattatemi (lasciate un commento al post).

Panorama sopra rifugio garibaldi

 

Antico tracciato della Ferrovia Spoleto Norcia

21-22 Maggio 2011 Di nuovo in cammino!

Il percorso è la vecchia ferrovia Spoleto – Norcia (link wikipedia), il gruppo è composto da ben 13 persone, molte delle quali sono partite senza sapere a cosa stavano andando incontro.

Abbiamo usato come “guida” una recensione trovata su internet

Articoli collegati: Percorso e Foto

 

Percorso (rilevazioni tramite gps*):

  • 1° GiornoSpoleto – Cerreto di Spoleto
    • a) Stazione di Spoleto – Sant’Anatolia di Narco (19.6km  – 4h55′)
    • b) Sant’Anatolia di Narco – Cerreto di Spoleto  (15.3km – 4h51′)
  • 2° GiornoCerreto di Spoleto – Norcia
    • a) Cerreto di Spoleto – Serravalle (15.4km  – 3h56′)
    • b) Serravalle – Norcia (7.6Km – 1h51′)
  • TOTALE 57,9 km per 15 ore e   33minuti
  • Scarica il percorso 

* Il percorso della ferrovia è più breve (51,250km), ma questi dati tengono conto del percorso per arrivare alla vecchia ferrovia di Spoleto dal parcheggio (nuova ferrovia), del passaggio per Cerreto di Spoleto dove abbiamo dormito, di una deviazione all’inizio del secondo giorno e del tragitto dalla vecchia stazione di Norcia al centro di Norcia. Le misurazioni sui tempi di percorrenza escludono la pausa pranzo (che si trova tra primo e secondo percorso di ogni giorno) ma comprendono le varie soste più brevi lungo il tragitto.

Consigli su cosa portare

Viadotto Utilizzare scarponcini da montagna (lungo il tracciato della vecchia ferrovia  spesso il fondo è fatto da grossi ciottoli che anche con gli scarponcini possono creare problemi a caviglie e piedi)
Indispensabili torcia e  una felpa per l’attraversamento delle ferrovie
Acqua: non vi sono molte fonti lungo il percorso (in modo particolare la mattina del primo giorno) quindi è necessario partire attrezzati.

Dove dormire / mangiare Cerreto di Spoleto

Il primo giorno pranzo a sacco, ci siamo fermati a Sant’Anatolia di Narco per pranzare lungo il fiume, qui c’è un bar dove volendo si possono anche comprare panini.
Non volendo utilizzare le tende noi abbiamo dormito in degli appartamenti in affitto a Cerreto di Spoleto, in alcuni appartamenti in affitto gestiti da Ristorante La Cantina (link ufficiale, tripadvisor) al costo a persona di 35€ (mezza pensione, + cena alla carta). Il posto è molto carino, anche se vi obbliga ad una piccola deviazione lungo dal percorso della ferrovia.
In questo modo abbiamo diviso il percorso nelle due tappe indicate sopra, la prima risulta essere un pò lunga (l’ultima salita per raggiungere il paesino è faticosa, anche perchè viene dopo più di 30km sulle gambe). Sempre a Cerreto di Spoleto abbiamo comprato i pani per il 2° giorno (alimentari in piazza che abbiamo trovato aperto anche di domenica mattina), anche se volendo si possono prendere a Serravalle dove abbiamo pranzato su un prato vicino al fiume.

Osservazioni Personali Galleria lungo il tracciato

Il percorso è davvero bello e affascinante il primo giorno, camminare lungo una vecchia ferrovia è un’esperienza nuova. Vecchie gallerie (la più lunga quasi 2 km) e alti viadotti non fanno parte di un classico sentiero di montagna, e sono questi elementi che insieme alle varie stazioni rendono questo percorso unico. La parte più “noiosa” è il tratto centrale del secondo giorno, si è costretti a camminare lungo la strada statale della Valnerina ed il tratto fino a Serravalle ci è parso davvero infinito. In mattinata avevamo considerato l’opzione di raggiungere Norcia attraverso un percorso fatto di sentieri di montagna, ma sia per la stanchezza accumulata il primo giorno, sia per la volontà di continuare lungo il vecchio tracciato della ferrovia abbiamo proseguito lungo il percorso ufficiale della Spoleto-Norcia.


 

Programmando Spoleto – Norcia

Sembra che siamo riusciti ad organizzarci: 2 giorni a piedi da Norcia a Spoleto, lungo una vecchia ferrovia. Siamo un bel gruppo, la mitica Via Degli Dei (Bologna Firenze) ha fatto scuola e gli amici evidentemente si sono stancati di sentirci raccontare quella bella avventura e questa volta hanno deciso di partire!
Speriamo bene 😉

Tra una settimana in cammino, per riscoprire la natura, le amicizie, il tempo.

 

La Via Degli Dei – Giorno 4

San Piero a Sieve – Fiesole ….. – FIRENZE!

Questo articolo è scritto molto tempo dopo la conclusione della nostra Via Degli Dei, quindi mi scuso se tralascio qualche dettaglio importante o le informazioni sono imprecise.

Dopo aver dormito a Vaglia (un piccolo albergo vicino la stazione che non mi sento di consigliare, se volete dettagli chiedete pure!) siamo ritornati a San Piero a Sieve con il treno. Sottolineo che questi spostamenti con il treno non hanno tagliato nemmeno un metro del percorso, mentre in altre recensioni che trovate sul web qualcuno ha fatto intere tappe con il treno!

Dal paese di San Piero a Sieve si sale verso il Monte Senario, quella salita che la sera precedente ci aveva intimorito a tal punto da farci tornare indietro. In realtà è una bellissima ascesa, ripida ma non lunghissima e i tempi della guida, che dava 3 ore per arrivare in cima sono davvero esagerati. Se ben ricordo abbiamo impiegato meno di 2 ore, certo di mattina si cammina più velocemente ma saremmo riusciti a raggiungere il santuario anche la sera precedente.

Arriviamo al Santuario (http://www.montesenario.net/) e ci troviamo forse per la prima volta in un luogo turistico, pieno di gente che viene qui a Messa o semplicemente per una passeggiata. Ci rilassiamo un attimo e osserviamo il panorama, qui abbiamo una piacevole sorpresa: si intravede la Cupola del Brunelleschi del Duomo di Firenze!!! Sappiamo che manca ancora tanta strada, ma vedere la meta è importante, sappiamo che vogliamo arrivare lì. Io non sono mai stato a Firenze prima e arrivarci a piedi è qualcosa che ricorderò per molto tempo.

In realtà il percorso della Via Degli Dei della guida termina a Fiesole..ma ora che abbiamo visto la Cupola iniziamo a pensare che non ci possiamo fermare prima, dobbiamo arrivare in piazza con gli zaini!  

E’ domenica, io decido di fermarmi a Messa al convento mentre gli altri ripartono, ci ritroveremo più tardi nel pomeriggio. La celebrazione ha un sapore particolare, grazie al luogo, al fatto di aver trasformato il cammino della via Degli Dei in un piccolo pellegrinaggio e ad altre piccole ma importante scoperte fatte in questo convento.

Terminata la celebrazione riparto, per la prima volta in questo percorso cammino da solo. E’ una bella sensazione, è bello affrontare i percorso con un gruppo di amici ma ogni tanto avere un momento di solitudine è importante. Importante camminare in silenzio, meglio se in mezzo alla natura, ti permette di fermare quel tempo che scorre sempre troppo velocemente. Non mi rendo conto che tra pensieri e foto cammino davvero velocemente, sto bene e il percorso diventa quasi una corsa, non per raggiungere gli altri prima..ma per il piacere di vedere questi luoghi e volare su di essi. 

Raggiungo i miei compagni di viaggio a metà strada tra Monte Senario e Fiesole. Ci rendiamo conto che la tappa sarà davvero lunga, arrivare a Firenze comporta un percorso complessivo per questo giorni di più di 30km. Fortunatamente stiamo tutti bene e la sensazione è che arriveremo sotto il cupolone con gli zaini in spalla!

Ci mettiamo in cammino e pian piano lasciamo i sentieri e i boschi per raggiungere le prime case e poi Fiesole. Per firenze mancano ancora diversi chilometri, che percorriamo tra splendide case. Ad un certo punto davanti a noi un cartello: FIRENZE.. ci siamo!  E’ d’obbligo “cambiarsi”, l’entrata in città va fatta con un abbigliamento diverso da quello dei boschi del Monte Senario, anche se saremo sempre quei 3 pazzi che 4 giorni fa a Sasso Marconi in un bar chiesero “Scusate per Firenze…no ..non in auto..andiamo a piedi!”

Arriviamo in città a metà pomeriggio, piena di turisti, qualcuno ci guarda male..in fondo veniamo da più di 100 km fatti in 4 giorni e camminiamo dalla mattina. La piazza è stupenda, piena di turisti in fondo è il 4 Maggio ed è l’ultimo giorno del ponte, molti sono stati in ferie in questa città d’arte..altri sono stati a camminare e vivere una bellissima esperienza sulla Via Degli Dei!

Non abbiamo molto tempo per visitare, qualche foto e poi di corsa, se di corsa si può parlare dopo tanta strada e parecchia stanchezza, alla stazione. C’è moltissima gente..e naturalmente i treni sono tutti pieni! Apparentemente non c’è modo di rientrare a Bologna stasera, anche peggio rientrare a Sasso Marconi. Fortunatamente qualcuno ci consiglia bene e riusciamo a prendere il treno, faremo il viaggio in piedi e pagheremo una piccola multa, ma dobbiamo assolutamente rientrare. Così si rientra a Bologna, da lì raggiungere Sasso Marconi è un problema, ma fortunatamente abbiamo qualche amico con l’auto disponibile a darci un passaggio. 

L’avventura termina qui, scriverò un altro piccolo articolo di conclusioni e consigli per chi volesse affrontare questo splendido percorso